Introduzione ai software di traduzione

Because a CAT is the translator’s best friend

Nome e cognome: Martina Abagnale

Traduttrice olandese-italiano, inglese-italiano

Contatti:
Telefono:  +31 615115804
E-mail:  martina@picobellotranslations.com
Sito web: https://picobellotranslations.com
Linkedin: https://www.linkedin.com/in/martinaabagnale/
Facebook: https://www.facebook.com/picobelloTrad

Come ogni professionista che si rispetti, anche il traduttore utilizza vari strumenti per il suo lavoro. Dizionari, glossari, guide di stile… e gatti.

Che cos’è un CAT?

CAT è l’acronimo di Computer Assisted Translation, un tipo di software che racchiude in un unico ambiente varie funzionalità, come servizi di controllo qualità, glossari, memorie di traduzione e altro. I CAT tool non si basano sulla traduzione automatica (pensa a Google Translate), ma aiutano il traduttore nella sua attività.
I software più popolari al momento sono SDL Trados Studio e memoQ, entrambi a pagamento, ma esistono decine di altri software, tra cui anche varianti gratuite.

Come funziona un CAT?

Ecco come appare una traduzione all’interno di un CAT.

Immagine che contiene screenshot

Descrizione generata automaticamente

Il testo da tradurre è diviso in frasi (chiamati “segmenti”) allineate a sinistra dello schermo. Per ogni frase il traduttore inserisce il corrispettivo nella lingua d’arrivo sul lato destro.

La vera rivoluzione dei CAT è la possibilità di creare memorie di traduzione, vale a dire banche dati contenenti tutti i segmenti e le relative traduzioni a cui un traduttore ha lavorato. In questo modo, se in futuro il traduttore si troverà a dover tradurre qualcosa di molto simile o addirittura uguale, avrà già a disposizione le traduzioni precedenti. Le memorie di traduzione (chiamate anche “TM” che sta per Translation Memories) offrono due grandi vantaggi: innanzitutto permettono maggiore uniformità e coerenza nel testo, perché la stessa frase viene tradotta sempre allo stesso modo. Ciò è molto utile quando il traduttore deve usare una parola specifica e non un suo sinonimo (per richiesta del cliente, ad esempio), oppure quando si trova a tradurre testi che contengono molte ripetizioni.
Il secondo vantaggio è l’aumento della produttività. Il tempo, si sa, è denaro, e riuscire a tradurre più velocemente è un ottimo motivo per cominciare a usare un CAT tool. Oltre a diminuire i tempi di traduzione recuperando i segmenti già tradotti, i CAT facilitano anche le operazioni di controllo, segnalando quando una frase non è stata tradotta o quando una data o numero non corrispondono al testo originale. Infine, i CAT riducono significativamente i costi di formattazione del testo, perché generano automaticamente un file (tradotto) con la stessa formattazione del testo originale, indipendentemente dal tipo di file.

Non tutti i tipi di testo, però, si prestano a essere tradotti con un CAT, infatti sono soprattutto i traduttori di testi tecnici e specialistici che traggono benefici maggiori da questa tecnologia.
Utilizzare (bene) un CAT è un requisito fondamentale per un traduttore che si affaccia sul mercato del lavoro. Nel prossimo articolo vedremo da dove si comincia.

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1 commento su “Introduzione ai software di traduzione”

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