Machine Translation e Post-editing: una panoramica introduttiva

Autore: Sara Tancredi, traduttrice e post-editor specializzata in ambito e-commerce, cosmesi e bellezza, viaggi e turismo.
Lingue di lavoro: francese, inglese, italiano.
Indirizzo e-mail: sarahtankr@gmail.com; telefono cellulare: 3458894524; profilo Linkedin: https://www.linkedin.com/in/saratancredi/
In una società in cui la gestione di un volume sempre crescente di contenuti e la necessità di una loro diffusione in tempi rapidi e con budget limitati rappresentano una priorità per privati e aziende, la machine translation sembra essere una soluzione efficace e conveniente per comunicare con realtà e mercati esteri.
La machine translation (nota come MT o traduzione automatica) costituisce un’alternativa sempre più diffusa per veicolare un messaggio in una lingua diversa dalla propria e negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede l’utilizzo di software di traduzione automatica in grado di fornire risultati alquanto soddisfacenti in termini di resa linguistica e terminologica.
Per MT si intende la traduzione di un testo da una lingua X a una lingua Y da parte di una macchina.
È certo che la MT non ha lo scopo, né la pretesa di sostituire i traduttori in carne e ossa, in quanto un intervento da parte di linguisti qualificati risulta spesso necessario per apportare modifiche più o meno importanti sull’output prodotto dai software di traduzione automatica (di cui Google Traduttore è sicuramente il rappresentante più famoso e conosciuto, ma non di certo il solo).
È possibile isolare quattro diverse tipologie di sistemi di MT, differenti tra loro per funzionamento e tecnologie utilizzate:
  1. i sistemi basati su regole utilizzano dizionari bilingue e regole linguistiche per creare corrispondenze tra lingua di partenza e lingua d’arrivo;
  2. i sistemi statistici basati su algoritmi estrapolati dall’analisi delle occorrenze e della frequenza delle parole in corpora bilingue o monolingue;
  3. i sistemi di MT neurale in cui una vasta rete neurale è addestrata per riprodurre il funzionamento del cervello umano;
  4. i sistemi di MT ibridi che combinano le componenti basate su regole e statistiche.
L’output fornito dalla MT può risultare soddisfacente in alcuni ambiti e per alcuni scopi,  ma molto spesso è necessario l’intervento di un traduttore umano che possa operare sul testo di arrivo prodotto e adattarlo in base alle esigenze e ai requisiti di qualità richiesti dal cliente.
Gli errori tipici riscontrabili in un testo prodotto grazie alla traduzione automatica possono riguardare diversi aspetti linguistici e ortografici, tra cui:
  1. accordo di genere, numero, ecc.;
  2. ordine della parole;
  3. articoli, preposizioni, ecc.;
  4. aggiunte e/o omissioni;
  5. tag e punteggiatura;
  6. parole e sintagmi non tradotti correttamente o non affatto tradotti;
  7. traduzioni letterali.
Il processo di revisione della MT e di correzione di eventuali errori è noto come machine translation post-editing (MTPE) e prevede livelli di intervento più o meno importanti da parte del traduttore.
Generalmente si distinguono due tipi di MTPE, leggero e completo, meglio noti come light post-editing e full post-editing e realizzati in base a una serie di variabili che includono, tra le altre, l’obiettivo del progetto di traduzione (divulgazione o uso privato), i destinatari del testo di arrivo, il livello di qualità atteso, il volume del progetto e i tempi di consegna.
Nel caso del light post-editing il traduttore dovrà intervenire soprattutto per correggere refusi, eventuale contenuto offensivo o  inappropriato, provvedendo alla traduzione di parole non tradotte, se presenti, alla correzione di traduzioni errate e facendo particolare attenzione alle possibili aggiunte e/o omissioni nel testo di arrivo.
Il post-editor non dovrà effettuare modifiche di natura stilistica, né riformulare le frasi per ottenere un testo più orecchiabile e scorrevole.
Un intervento più approfondito e attento sarà necessario, al contrario, se il committente richiedesse al traduttore di operare un lavoro di full post-editing, in quanto, oltre alle modifiche e correzioni previste nel light post-editing, il traduttore dovrà porre particolare attenzione alla punteggiatura, alle date, allo stile e al registro del testo.
Dal quadro appena descritto emerge come il post-editor sia una figura professionale ben distinta della quale è possibile stilare un vero e proprio identikit e delineare le competenze.
Requisiti fondamentali del post-editor saranno la perfetta conoscenza e padronanza della lingua di arrivo e della lingua di partenza, unite alla capacità di attenersi alle regole di stile e all’eventuale glossario forniti dal committente.
Da questa rapida panoramica sui temi MT e MTPE, emerge come la MT possa rappresentare un valido aiuto per imprese e privati per localizzare una grande quantità di dati e informazioni in meno tempo e con risultati soddisfacenti dal punto di vista della qualità linguistica.
D’altro canto, l’utilizzo della MT sarebbe impensabile nei casi in cui sia necessario un certo livello di creatività nel testo di arrivo, come nel caso delle campagne di marketing e della pubblicità, motivo per cui la MT non potrà sostituire il traduttore umano (con buona pace di chi teme il contrario!), ma potrà comunque facilitare la comunicazione e la diffusione di contenuti e messaggi tra realtà linguistiche differenti.
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